Mamma, li turchi!

Ora i sostenitori del Sì vogliono convincerci a sostenere la riforma al grido di “mamma, li turchi!”. Ma “li turchi” avranno carta bianca proprio grazie alla riforma.

Approvare la riforma temendo l’arrivo di Salvini (o chi per esso) è una contraddizione. È infatti l’attuale Costituzione, con i suoi contrappesi e le sue garanzie, a tutelarci da derive autoritarie.

Un esempio: l’articolo 64 modificato dalla riforma si limita a costituzionalizzare lo statuto delle opposizioni e demanda i poteri delle minoranze ad un regolamento da scrivere in futuro e che sarà approvato a maggioranza assoluta, quella maggioranza assoluta eletta con l’Italicum. Una maggioranza assoluta composta da un unico partito perché il premio andrà alla lista, non più alla coalizione tra diverse forze politiche. Cioè sarà la falsa maggioranza monocolore (pari anche al 25%, non essendoci un quorum al ballottaggio) a dire cosa possono o non possono fare le opposizioni. Continue reading “Mamma, li turchi!”

I tombaroli

Il giochino, molto facile, ancor più meschino, è prendere a pretesto frasi dette in altra epoca, estrapolarle da contesti ampi, copiarle su una locandina, incollarci la faccia dell’autore e infine strumentalizzarlo per fini propagandistici.

E così Berlinguer, Ingrao, Iotti e addirittura il giudice Falcone, tutti accomunati dal fatto di non poter ribattere a chi gli infila giocoforza nella bocca ogni virgola di questa riforma, diventano fervidi sostenitori del Sì. Cioè: siccome in passato hanno proposto il superamento del bicameralismo paritario, qualsiasi riforma che sulla carta si pone questo obiettivo automaticamente diventa la riforma che loro volevano. Non lo dicono i grandi del passato, ma i piccoli tombaroli di oggi.

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Il pallone è mio e decido io

Da Ventotene a Bratislava, restando seri, non è cambiata una virgola: l’Europa ancora prosegue nella direzione ostinata e contraria all’eredità di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, riesumati inutilmente per aggiungere al ridicolo la farsa agli sterili e retorici vertici dove a vincere è sempre l’interesse di uno ed è quello di chi ha la clava più grande degli altri.

Ad essere ancora attuale, purtroppo, è Flaiano con il suo proverbiale “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria” che sopravvive tra gelatai e latrati contro i volatili. L’unica variazione degna di nota – e questo la dice lunga sulla reale utilità delle riunioni di condominio europee – è il mutamento di Renzi, da Renzi1 a Renzi2. Quello di Ventotene, ruffiano e accomodante che cerca di ingraziarsi Angela e Francois per ottenere maggiore flessibilità visto che la tranche precedente l’ha bruciata in mancette (cosa che continuerà a fare, incappiando ulteriormente il Paese), e quello di Bratislava, burbero e capriccioso a cui hanno detto basta ad un ulteriore scialacquamento di deficit.

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Prima voti, poi rifletti

Le vacanze le vivo sempre con sentimenti contrastanti: ad incombere sulla gioia di stare spaparanzato al sole e sguazzare nell’acqua è lo sconforto di dover prima o poi tornare alla routine quotidiana: la sveglia; il bagno occupato da qualcun altro; il caffè bollente; il treno in ritardo; le giustificazioni con il capo. Quest’anno ad aggravare il tutto c’era il terrore che terminate le ferie sarebbero ripresi a marcia spedita i comizi del ministro Boschi, ma fortunatamente annunci più pacati hanno preso il posto degli slogan sulla caduta vertiginosa del Pil e il crollo delle nascite se vincesse il No.

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“Ha vinto la democrazia”. Sicuro?

Si è alleato con l’Isis vendendo armi al califfo in cambio di petrolio e ha fatto incarcerare come traditori i giornalisti che hanno documentato tale accordo. Ha rotto la tregua con i curdi, bombardando le postazioni in Iraq e in Siria da cui combattevano l’Isis. I più fortunati sono stati fucilati dopo essere stati disarmati, gli altri arsi vivi. Ha istituito un confine lungo il quale si spara a vista ai profughi siriani. Continue reading ““Ha vinto la democrazia”. Sicuro?”