Quindici ragioni per cui votare No (e sono anche poche)

“Basta un Sì” è lo slogan principale del comitato pro riforma che, forse qualcuno non lo sa, è il comitato del governo, gestito dallo staff del premier Renzi, di chi la riforma l’ha scritta e ora la propaganda a pieni polmoni, insomma.

“Basta un Sì” per fare cosa, esattamente? Per “cambiare”, ripetono, altrimenti “resta tutto come ora”. Ma il cambiamento in astratto non esiste: può anche non essere buono e per questo, il cambiamento, bisogna contestualizzarlo valutandolo nel merito, non accettarlo a prescindere. Ergo, “cambiamento” non è sinonimo di “miglioramento”.
Nessuno di noi firmerebbe neanche un contratto telefonico sulla fiducia di chi ce lo sta vendendo.

Chi vuole mantenere, come recita il facile e fuorviante slogan, “tutto come ora” è perché ritiene, fatto il bilancio dopo aver letto la riforma, che il cambiamento prodotto sarà peggiorativo della situazione attuale. Perché, dunque, cambiare in peggio?

Michele Ainis, giurista e costituzionalista: “‘In Italia si tentano riforme costituzionali da trent’anni, senza cavare mai un ragno dal buco. Questa è l’ultima spiaggia’. Falso: dal 1989 in poi sono state approvate 13 leggi di revisione costituzionale, che hanno corretto 30 articoli della nostra Carta e ne hanno abrogati 5. Se il sistema, nonostante le medicine, non guarisce, significa che la cura era sbagliata. Dunque le cattive riforme procurano più danni del vuoto di riforme”.

1. Voto No perché in termini di produzione legislativa l’Italia non ha un deficit di velocità ma di qualità. I numeri dimostrano chiaramente che il Parlamento italiano approva più leggi di tutti gli altri Paesi europei ed è secondo solo alla Germania. Tra il 2008 e il 2013 il Parlamento ha licenziato la bellezza di 391 leggi.
Stando ai dati raccolti da Openpolis dall’inizio di questa legislatura Camera e Senato hanno discusso e approvato 252 leggi. Di queste, solo 50 hanno richiesto la navetta parlamentare: appena il 19,84%. Se consideriamo le leggi di iniziativa governativa il numero scende ulteriormente: il 15,27% ha necessitato di più letture. In totale il ping pong tra Camera e Senato (che la riforma non abolisce) si è verificato solamente per 1 legge su 5.
In questa legislatura, dal Jobs Act alla Buona scuola, le leggi sono tutte state scritte e approvate in tempi fulminei, però questa velocità non ha generato buone riforme.
L’Italia non ha bisogno di leggi scritte ancora più velocemente ma di leggi scritte bene. Il valore non sta nella velocità ma nella qualità.
Se i problemi – dicono loro – sono una Costituzione troppo “vecchia” e il bicameralismo paritario, come mai gli Stati Uniti, che hanno una Carta scritta oltre 200 anni fa e un sistema bicamerale identico a quello italiano, non se ne sono mai accorti?

2. Voto No perché le riforme davvero necessarie per lo sviluppo del Paese sono quelle su una seria lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, l’esatto contrario dei condoni (“rottamazione delle sanzioni”) e degli scudi fiscali (“voluntary disclosure”). Non è certo colpa della Costituzione se ogni anno l’Italia è puntualmente collocata in fondo a tutte le classifiche.
L’on. Violante, ospite da Mentana per il confronto con il prof. Montanari (in rappresentanza del No), ha demolito in pochi secondi mesi e mesi di campagna del Sì ammettendo candidamente che il problema italiano non è istituzionale ma politico. Cioè dei politici arrivisti e incapaci voglio piegare la Costituzione – legge fondamentale – ai loro vizi.

3. Voto No perché il bicameralismo paritario non viene abolito ma incasinato. Contraddittoriamente allo slogan “semplifichiamo” la riforma sostituisce gli attuali due iter parlamentari con dieci contorti meccanismi, tutti diversi tra loro che cambiano procedure e tempi a seconda della materia, tutto fuorché chiara, ingolfando così i lavori in Parlamento e creando contenziosi tra le camere (artt. 70, 71, 72, 73). È lo stesso comma 6 dell’art. 70 a prevedere ingorghi e litigi, non configurando però alcuna soluzione perché se i presidenti di Camera e Senato non giungono ad un accordo nessuno sa come procedere. Tanto sono stati veloci da essersi dimenticati di scriverlo.

4. Voto No perché il Senato da camera alta si trasformerà in una camera delle clientele.
Nel Bundesrat tedesco, incredibilmente citato come esempio dagli stessi sostenitori della riforma, i senatori sono delegati dei Lander, hanno vincolo di mandato e sono obbligati a votare compatti. Se il Land della Bassa Sassonia si esprime a favore della legge “A”, tutti i suoi rappresentanti nel Bundesrat devono votare in quel modo. In caso di disaccordo hanno l’obbligo di astenersi. Come voteranno i colleghi italiani? Ognuno come gli pare, presumibilmente per meri interessi partitocratici o per riconoscenza verso chi li ha mandati a Roma regalando loro l’immunità parlamentare (art. 67).

5. Voto No perché un Senato al quale viene riconosciuto, tra i tanti compiti, il pieno potere di iniziativa legislativa (art. 71), il potere di revisione costituzionale (art. 70), di elezione del presidente della Repubblica (art. 83) e di nomina di parte dei giudici della Corte costituzionale (art. 135) non può essere composto da politici nominati e liberi da qualsiasi mandato (artt. 57, comma 2 e 67). Il Senato attuale si differenzia da quello della riforma sostanzialmente per la non elettività e l’impossibilità di controbilanciare lo strapotere della soverchiante Camera, governata da una minoranza. Per il resto manterrà gran parte delle attuali competenze, ma a questa parità di funzioni corrisponde, appunto, disparità di elezione.
Chi vota No sceglie di tenersi quanto di buono c’è: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno”. Art. 58

6. Voto No perché un testo solenne come la Costituzione dev’essere chiaro e comprensibile. Quello della riforma è ambiguo, prolisso e cavilloso come un milleproroghe: solo lo sterminato articolo 70 rinvia ad altre disposizioni per ben undici volte.
Il testo in alcuni punti è addirittura contraddittorio: i commi 2 e 5 dell’articolo 57 sono antitetici.
Questa riforma sembra una cambiale in bianco tante solo le disposizioni transitorie previste dall’art. 39, ovviamente ancora tutte da definire. Ancora peggio l’articolo 64, che demanda i poteri delle opposizioni ad futuro regolamento da scrivere e approvare a maggioranza assoluta, quella maggioranza assoluta – 340 seggi su 630 – eletta con l’Italicum. Intascato il premio, sarà il governo a dettare. Firma e stai sereno.

7. Voto No perché il risparmio diretto e accertato ammonta ad appena 57,7 milioni (Ragioneria dello Stato, cioè il governo). La riduzione dei costi è demagogica e irrilevante e non giustifica minimamente la modifica di 47 articoli della Costituzione. Un risparmio così irrisorio rischia pure di ridursi a fronte dei cospicui rimborsi spese che spetteranno ai consiglieri-senatori per le trasferte a Roma: tra viaggio, vitto, alloggio, portaborse, segreterie etc il conto sarà salato.
Se avete cercato invano un pezzo di carta ufficiale che documenta i 500 milioni pubblicizzati dal governo, non temente: non lo avete trovato perché semplicemente non esiste. Parleranno delle Province, voi fategli leggere questo: http://www.provincia.roma.it/news/dalla-provincia-di-roma-alla-citt%C3%A0-metropolitana
Sventolare un risparmio è solo un fumogeno per nascondere gli aspetti davvero importanti della riforma. La Costituzione in ogni caso non ha nulla a che vedere con i soldi. La spesa pubblica si riduce, ad esempio, attraverso il taglio delle partecipate, ma questo governo ha respinto senza una valida motivazione sia il piano di Cottarelli che quello di Perotti.

8. Voto No perché difronte la crescente disaffezione degli elettori verso la politica la soluzione è allargare gli strumenti partecipativi, non ridurli. Per le leggi di iniziativa popolare saranno triplicate le firme: dalle attuali 50 mila si passerà a 150 mila (art. 71, comma 3).
Per i referendum abrogativi il quorum si riduce solo se le firme raccolte da 500 mila raggiungono quota 800 mila (art. 75, comma 4). Le modalità di attuazione degli altri Istituti, come pure i tempi di discussione per le leggi di iniziativa popolare, sono rimandati a regolamenti da scrivere in un futuro non definito (art. 71, comma 4). Anche qui, firma e stai sereno.
Per effetto dei capilista bloccati previsti dall’Italicum gran parte dei deputati (il 60,8%,  secondo i calcoli dei senatori del Pd Fornaro e Pegorer) saranno nominati dai capi-partito. A questi si aggiungono 100 senatori, pure loro nominati. La riduzione della partecipazione dei cittadini alla vita politica è dovuta anche all’impossibilità di eleggere gran parte dei deputati e nessun senatore, né consigliere né sindaco.
Dunque a spadroneggiare in un Parlamento che rappresenta quattro gatti sarà la falsa maggioranza monocolore messa al vertice della piramide dal premio dell’Italicum.

9. Voto No perché una minoranza non può ritrovarsi al governo e legiferare senza ostacoli e limiti (“decidere velocemente”, come ammettono gli stessi promotori) in virtù di un premio di maggioranza sconsiderato affiancato da una Costituzione priva di contrappesi e garanzie (il Senato sarà escluso dal sistema fiduciario e i diritti delle minoranze non codificati – artt. 94 e 64). Negli ultimi anni abbiamo assistito inermi alla drastica riduzione della linea che separa il potere esecutivo (governo) da quello legislativo (Parlamento). La riforma spazza via quel poco che resta accentrando ulteriormente il potere nelle mani di pochi che avranno il controllo permanente dell’agenda parlamentare in forza anche dell’Istituto della decretazione d’urgenza inserito in Costituzione (art. 72, comma 7).
La storia insegna che l’eccessiva “semplificazione”, senza le dovute contromisureproduce delle stortureLa fiducia in capo alla sola Camera era prevista già nello Statuto Albertino, che resse tutta l’Italia monarchica, ventennio fascista compreso. Discorso identico per il premio alla lista assegnato dall’Italicum, presente già nella legge Acerbo, altro pilastro del regime fascista.

10. Voto No perché per deliberare lo stato di guerra sarà sufficiente la maggioranza assoluta della sola Camera dei deputati, quella eletta con l’Italicum, tra l’altro. Sarà cioè il partito al governo a decidere sulle missioni militari senza che nessuno possa opporsi (art. 78). Questa criticità non potrà essere superata neppure con l’accordo farlocco firmato da Cuperlo (che non rappresenta la minoranza del Pd, schierata per il No). Il premio di maggioranza non è oggetto di discussione.

11. Voto No perché la riforma non è innovativa e cancella qualsiasi forma di autonomia locale radendo al suolo il principio di decentramento previsto dall’art. 5. Un governo onnipotente potrà decidere arbitrariamente calpestando ripetutamente le istituzioni territoriali. Benché, dicono i sostenitori della riforma, il Senato sarà una “camera delle autonomie”, proprio le autonomie locali scompaiono in quanto non avranno alcuna voce in capitolo in materia di tutela dell’ambiente e del territorio, di infrastrutture e di grandi opere (lettere v e z, comma 2, articolo 117). Quello che dovrebbe essere un “interesse nazionale” sarà invece deciso secondo l’interesse di pochi. Che si tratti di gasdotti, trivelle, discariche o ponte sullo stretto, pioveranno insindacabili ordini dall’alto.
Ma anche per quelle poche materie ancora di competenza delle Regioni lo Stato, per mano del governo, ovvero la minoranza trasformata in maggioranza dall’Italicum, potrà comunque imporre il suo volere attraverso la clausola di supremazia (art. 117, comma 4).
Il ritorno indiscriminato al centralismo non servirà neppure ad eliminare i contenziosi tra Stato e Regioni (diminuiti nel corso degli anni) perché le materie concorrenti rientreranno dalla finestra nella forma di materie trasversali (nel testo, “disposizioni generali e comuni”, che non delinea un chiaro confine tra le prerogative dello Stato e quelle delle Regioni).

12. Voto No perché la riforma non è stata concepita e scritta nell’interesse dell’Italia e di noi cittadini. A tal proposito è sufficiente leggere la relazione del governo n. 1429 dell’8 aprile 2014. Gli obiettivi della riforma sono “lo spostamento del baricentro decisionale connesso alla forte accelerazione del processo di integrazione europea e, in particolare, l’esigenza di adeguare l’ordinamento interno alla recente evoluzione della governance economica europea (da cui sono discesi, tra l’altro, l’introduzione del Semestre europeo e la riforma del patto di stabilità e crescita) e alle relative stringenti regole di bilancio (quali le nuove regole del debito e della spesa); le sfide derivanti dall’internazionalizzazione delle economie e dal mutato contesto della competizione globale”. Riassumendo: più potere al governo e cessione di sovranità ad Istituzioni sovranazionali non democraticamente elette come l’Unione europea. Soprattutto attraverso gli articoli 70 e 117 si creerà un rapporto diretto e vincolante tra Ue e Stato, con il ruolo del Parlamento del tutto inutile, limitando per Costituzione la nostra potestà legislativa.
Nessun altro Paese membro dell’Ue ha messo mano alla propria Costituzione per vincolarsi in maniera così servile e cedere la propria sovranità.

13. Voto No perché per ammissione degli stessi fautori questa è una riforma che rafforza il governo e indebolisce il Parlamento e l’accentramento dei poteri inevitabilmente intaccherà, più di quanto non avvenga già ora, i princìpi stabiliti nella prima parte. È infatti attraverso la seconda parte della Costituzione che si attuano i princìpi e i valori sanciti nella prima.

14. Voto No perché il governo non può impossessarsi del potere costituente. Lo stesso statuto del Pd ammonisce che la Costituzione “non è alla mercé della maggioranza del momento, e resta la fonte di legittimazione e di limitazione di tutti i poteri. Il Partito Democratico si impegna perciò a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difenderne la stabilità, a metter fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza”. Se non bastasse l’esecutivo che ha approvato questa riforma è sostenuto da una falsa maggioranza, e per giunta di nominati (sentenza 1/2014 della Consulta). Senza il premio incostituzionale del Porcellum il Pd avrebbe 180 seggi e con questi numeri la riforma non sarebbe passata. Ma neanche il truffaldino premio di maggioranza è stato sufficiente perché la riforma fosse approvata. Il governo ha adottato qualsiasi tipo di forzatura, lecita e non, per aggirare il Parlamento: ricattiepurazioni dei dissidenticangurisedute fiume.
Per meglio rendere l’idea: l’Assemblea costituente, eletta con sistema proporzionale puro, approvò la Costituzione con 458 voti favorevoli e 62 contrari.

15. Voto No perché la Costituzione non sia stravolta ma ammodernata e revisionata ponderatamente, secondo reali esigenze e per il bene del Paese, con interventi mirati e razionali che davvero producono un miglioramento, coinvolgendo tutte le forze politiche per giungere al risultato condiviso richiesto dall’art. 138. Questa riforma, nonostante diktat e ricatti, in nessuna delle sei votazioni ha ottenuto la maggioranza qualificata dei due terzi (il 66%).
Due alternative: la sfiducia costruttiva, per garantire maggiore stabilità, e una commissione di conciliazione come la conference committee statunitense, per sanare eventuali disaccordi tra le camere.

Una postilla. Hanno firmato l’appello per il No tutti i più importanti e autorevoli costituzionalisti italiani, dei più diversi orientamenti politici e culturali, fra i quali 10 presidenti emeriti e 10 vicepresidenti emeriti della Corte costituzionale. Se nessun giurista di questo livello è presente nel comitato del Sì, un motivo ci sarà.

Leggi anche Mamma, li turchi!Senza paura e La Costituzione è NOstra.

costituzione

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32 pensieri su “Quindici ragioni per cui votare No (e sono anche poche)

  1. Perfetto ! Solo una nota correttiva: in merito al punto 9) “La riforma spazza via quel poco che resta accentrando ulteriormente il potere nelle mani di pochi che avranno il controllo permanente dell’agenda parlamentare in forza anche dell’Istituto della decretazione d’urgenza inserito in Costituzione (art. 72, comma 7).” Mi pare che l’istituto inserito nella contro-riforma sia quello dei “tempi certi” per le iniziative legislative del governo (la decretazione d’urgenza è già presente ed abusato nelal attuale Costituzione.
    Saluti

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    1. Giusta precisazione, il nome corretto è Istituto del voto a data certa. In pratica vengono contingentati i tempi e bisognerà votare entro 70 giorni per tutte quelle leggi che il governo ritiene necessarie per l’attuazione del suo programma, questo vuol dire togliere al Parlamento qualsiasi potere di interdizione.

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      1. Il punto 7 è una cazzata, le Provincie non danneggiano alcuno, visto che rappresentano lo 0,92% della spesa pubblica (le Regioni il 34%…), e davano importantissimi servizi, ora abbandonati e rinnegati da quegli Enti (le Regioni…) che per legge dovrebbero rilevarli.
        Per il resto, tutto condivisibile.

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    2. @Herr Director

      Spiego meglio. Il governo dice che i 500 milioni scaturiscono in parte dall’abolizione delle Province. Questo non è vero perché le Province non verranno mai abolite per il semplice motivo che la legge n.56/2014 ne prevede la sostituzione con le Città metropolitane o gli Enti di area vasta. Questo subentro è già avvenuto a dimostrazione di come la riforma sia estranea a questo passaggio.

      Per informazioni più dettagliate, ne avevo già scritto qui: https://caveasinus.wordpress.com/2016/09/20/la-riforma-abolisce-le-province-e-altre-amenita/

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  2. Manca solo un punto, secondo me.
    Questa modifica e’ stata votata da un parlamento che se non de iure quantomeno de facto è illegittimo, perché la legge elettorale è stata giudicata incostituzionale. È vero che gli effetti non si estendono alle Camere, resta il fatto che se la carta fondamentale deve essere cambiata, non credo che a farlo dovrebbe essere un parlamento eletto con una legge incostituzionale.

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  3. “…Nel Bundesrat tedesco … i senatori sono delegati dei Lander, hanno vincolo di mandato…”.

    Interessante, un dettaglio ben nascosto nella discussione ufficiale. Il paragone con la Germania perde quindi qualsiasi significato.

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    1. Un altro particolare: i senatori tedeschi non godono di immunità parlamentare.
      Approfondendo bisognerebbe dire anche che il Bundesrat opera a livello federale, ma così andremmo alle calende greche.
      Come penso sia evidente, non è possibile liquidare con semplici battute e paragoni azzardati una riforma pesante e disomogenea come questa.

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  4. Grazie! Molto misurato, chiaro e dettagliato. Le sue spiegazioni mi confermano quello che avevo capito leggendo la sinossi dell’attuale e della riformanda Costituzione da sola e insieme (in combinato disposto…) con la legge elettorale. La ringrazio per avermi ulteriormente dimostrato che bisogna votare NO per continuare a contare qualcosa come cittadini ed elettori.

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    1. Troppo gentile, grazie a lei. Contano anche altri aspetti.

      Lanciare frasi ad impatto è facile e veloce, smentirle richiede più tempo e soprattutto argomentazioni. Ora dicono che il Senato resterà elettivo, anche se non è vero.

      Ecco perché:

      http://ilmanifesto.info/la-scelta-impossibile-dei-senatori/

      http://www.possibile.com/senatori-eletti-non-eletti-la-riforma-costituzionale-cangiante/

      Un altro esempio: come potranno i consiglieri regionali e i sindaci adempiere ai doppi incarichi?

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  5. 1.
    Motivo per votare NO. Già oggi le leggi quando c’è il consenso dei partiti vengono approvate velocissimamente e non sono minimamente discusse.

    Verissimo. Ma qui si sta dicendo che oggi in certi casi la discussione è ridotta al lumicino e il punto è se con la riforma cambia qualcosa in meglio o no. Se oggi va male e con la riforma migliora qualcosa, il tuo si trasforma in argomento per il SI .
    Alcune leggi, non tutte sono discusse velocissimamente. Per altre c’è la paralisi.. In particolare non quelle su cui non si decide di mettere la fiducia. O per quelle per cui non si può.
    La Consulta per esempio ha detto che è inopportuno che sul penale un governo possa mettere la fiducia. Perchè stiamo parlando delle libertà personali. Il Parlamento deve discutere emendamento per emendamento. E ‘proprio in tali occasioni, che dovrebbero essere normali in una democrazia che il sistema bicamerale perfetto rivela tutti i suoi limiti.

    Se vogliamo la stessa velocità che c’è oggi sulle leggi anticorruzione possiamo benissimo mantenere il sistema attuale e introdurre un sistema elettorale che consente ancora più potere di veto anche all’interno degli stessi governi (che non sono monocolori).. Basta che al Senato venga proposta una modifica peggiorativa e la discussione deve iniziare d’accapo. E’ questo il meccanismo bicamerale perfetto, che causa nella maggior parte dei casi leggi peggiorate rispetto alla presentazione iniziale.
    Quante sono le leggi che sono state indebolite a seguito del passaggio nell’altra camera ? Per esempio la legge anticorruzione appunto. Quella sulla prescrizione è ferma.
    Sulle unioni civili la fiducia non sarebbe stata appropriata, perchè la legge coinvolge anche le convinzioni di natura etica del singolo deputato.
    Ma sta di fatto che quella cosa si è potuta fare solo perchè si è messa la fiducia. Per paura che si facciano cose negative si bloccano quelle positive ?

    Andiamo alle leggi approvate velocissimamente.

    Queste di solito hanno il consenso di una maggioranza ampia e sono approvate con meccanismi che tagliano ogni discussione. E ciò è un male. Perchè se una opposizione presenta degli emendamenti di merito può segnalare i problemi di una legge e migliorarla.è positivo, il punto è che se gli emendamenti diventano milioni la fiducia obbligata, così come può essere opportuna in condizioni di instabilità.
    Esempio che spesso si fa: Legge Fornero.
    Giorgia Meloni dice che quando la volontà c’è le cose si fanno velocissimamente, ma la legge l’ha votata pure lei.
    E ‘ anche sbagliata la posizione di chi dice che un intervento sulle pensioni non fosse necessario e non fosse nel programma dei partiti. FI si era detto da tempo perchè si facesse, non tutto è venuto dai tecnici
    Però la legge è fatta in fretta e furia in tal modo perchè prima un governo politico causa diatribe interne non aveva trovato spazio di fare una riforma delle pensioni migliore. Riforma che era nel suo programma elettorale. Causa immobilismo (dovuto a certe parti politiche che si sono presentate alleate e con un programma elettorale diverso ) non si è fatta una riforma che alzasse l’età in maniera più sostenibile e graduale. E dunque è accaduto che Monti ha detto che andava fatta quella cosa perchè l’Italia (causa immobilismo) era del tutto squalificata all’estero. SI può condividere o meno, ma se i politici non erano d’accordo perchè l’hanno votata ?
    Fiducia messa alla Camera e al Senato. Emendamenti dunque zero. Zero discussione.
    C’è un problemino, il calcolo degli esodati era sbagliato. Sarebbe venuta meglio se fosse stata discussa ? Certo.
    Per esempio con una discussione attenta qualcuno avrebbe potuto vedere il problema degli esodati, e che i calcoli del ministro erano sbagliati.
    Ma visto che eravamo in condizioni tragiche perchè il governo politico di prima era paralizzato, ci siamo ritrovati il tecnico , votato anche da Giorgia Meloni, lo ricordo. Oltre che da Bersani. E perchè ? Perchè l’instabilità non è vero che è una cosa tanto bella, ci avrebbe esposto a rischi. Come conseguenza si sono fatte durante quel governo cose pochissimo discusse.

    Cosa cambia con la riforma ? Intanto col NO anche la legge elettorale porta dritti al governo tecnico e non vedo come possa migliorare il livello di rischio del nostro paese o di attenzione dei nostri politici . Resterebbero Bersani e Berlusconi a mettersi insieme (tolto Renzi ) per fare riforme per forza di cose tecniche e il premier deve piacere a entrambi.
    Perchè ? Perchè sono gli unici che non vogliono che si voti . Ma anche rivotando non vincerebbe nessuno.
    Mi pare che ci avviciniamo pericolosamente alle condizioni del 2011, Cosa vieterebbe il ripetersi di riforme fatte in fretta e furia e discusse male per scongiurare rischi di instabilità ?

    Cosa cambia con la riforma ? Cambia questo.
    Intanto se la associamo a una legge elettorale che sarà prevedibilmente vicina all’Italicum se vince il SI , cioè che garantisce la certezza del vincitore ,la sera del voto, non ci sono più governi tecnici.
    Se un governo vuole agire sulle pensioni deve prendersene le responsabilità. Siccome qualsiasi governo ha come obbiettivo quello di rivincere le prossime elezioni sarà più attento a non scontentare.
    Immaginiamo che un governo politico voglia agire sulle pensioni. Ha senso che lo faccia se l’ha detto prima del voto, perchè se tradisce il suo programma ci rimette elettoralmente. Non è così se lo fa Monti. Berlusconi per esempio è rinato grazie a cose che ha votato e che ha indicato come fatte da altri.
    Un governo politico può usare invece della fiducia il meccanismo del voto a data certa, anzi è normale che quel sistema venga abbandonato. Cosa prevede il meccanismo del voto a data certa ? Prevede questo. Il governo dice al Parlamento questa cosa. Prima delle elezioni ho detto che andasse fatta questa cosa, l’ho ribadita nel discorso della fiducia, adesso visto che questa è una cosa fondamentale per il programma, chiedo che sia discussa in 70 giorni. Il parlamento è libera di emendarla, ma ha un tempo limitato,
    Poi mi dovete dire si o no.
    Gli emendamenti che servono a ritardare e basta non ci sono più, quando un partito presenta un sacco di emendamenti per ritardare, di fatto toglie di mezzo una discussione sul merito-
    Così invece si migliora la discussione parlamentare. Se c’è un errore lo si evidenzia e si migliora. Il Parlamento può anche bocciare, ma dopo 70 giorni si decide.
    Sarebbe venuta meglio la legge Fornero fatta così ?

    Oggi il Senato per le leggi che vengono discusse emendamento per emendamento serve o a fare in modo che la proposta non sia approvata o che sia peggiorata, le opposizioni presentano emendamenti peggiorativi
    E’ un casino totale. Per esempio se dicessi che Barbara Lezzi ha introdotto un emendamento per introdurre l’Immunità e che nella proposta Boschi l’immunità per i senatori non c’è mi prendereste per pazzo, perchè si sente dire il contrario.
    Avete capito bene, la proposta Boschi immodifiicata non avrebbe portato un senato con persone “immuni”
    Cosa cambia con la riforma ?
    Mettiamo che la legge uscita dalla camera sia sostanzialmente buona. Non ha minimamente senso che il Senato intervenga. Se 30 senatori chiedono di intervenire per peggiorarla si rendono ridicoli, mentre i peggioramenti delle leggi sono cosa comune col sistema attuale.

    Potendo il Senato intervenire su tutte le leggi però, se c’è un errore che la Camera ha fatto, magari non accorgendosene, il Senato può segnalarlo.
    Ciò porta a meno leggi non a più leggi. Perchè se le leggi che si fanno sono buone non c’è motivo di rifarle. Le leggi che si fanno oggi sono moltissime perchè molte sono compromissorie. Se la legge rispecchia la volontà di una maggioranza relativa che ha vinto le elezioni, poniamo che sia ad esempio Grillo, quel partito può scriverla nellla maniera che più piace al suo elettoralto, l’opposizione può aggiungerci qualcosa senza stravolgerla e non c’è motivo per cui dopo pochissimo tempo sia rifatta la legge. Se la legge anticorruzione è invece frutto di un compromesso Orlando-Alfano, è probablie si debbe intevenire di nuovo quando e se ci sono altre maggioranze.

    Esempio : una legge sull’anticorruzione buona prevede secondo i magistrati e anche secondo il m5s l’elimnazione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio .
    A me andrebbe benissimo.
    Se si fa questa cosa è difficile che sia modificata se prima non se ne vedono gli effetti , che possono essere un allungamento o un accorciamento dei processi.
    Mettiamo che passi alla camera dopo 70 giorni e potendo essere discussa e emendata.. Senza riforma a Brunetta per bloccarla basterebbe presentare milioni di emendamenti, con la riforma no. Passa in 70 giotni.
    Il nuovo Senato può rallentare la legge ?

    Ecco come funziona il nuovo Senato. Le leggi penali non rientrano tra le poche materie (Settis ne conta 22, sono comunque poche ) per cui resta tutto com’è .
    Per le leggi penali ha ruolo consultivo. Avendo ruolo consultivo non può bloccare alcunchè, può suggerire, il ritardo massimo è 30 giorni, ma se qualche partito ritarda provando a introdurre modifiche cattive per una legge fortemente gradita, ci rimette in termini di credibilità
    Nel caso in cui la legge sia non buona e solo in tal caso ha senso che il senato intervenga, ma a tal punto il fatto che possa in teoria intervenire su tutte le leggi è positivo ! O no? Per 30 giorni si parlerà delle modifiche migliorative del senato e se la Camera non le adotta e quelle modifiche sono migliori
    perde credibilità il partito che ha prodotto la legge

    Si capisce chi ha le responsabilità delle cose che si scrivono e delle cose che si fanno, escono leggi migliori e quindi, per questo motivo, se ne faranno MENO.

    Una legge anticorruzione arrivando prima Beppe Grillo, ma non avendo i numeri e con un parlamento bicamerale uscirebbe meglio o peggio?

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    1. @wilson

      Il governo sostiene che il Parlamento italiano è lento nel legiferare ma i numeri affermano il contrario. Non abbiamo bisogno di leggi scritte ancora più velocemente ma di leggi scritte meglio.

      Con la riforma il governo potrà comunque chiedere la fiducia per far approvare una legge, in più avrà un’altra corsia preferenziale per limitare pesantemente il Parlamento che – va ricordato – detiene il potere legislativo. Parlo dell’istituto del voto a data certa: il governo per tutti i disegni di legge che ritiene necessari per l’attuazione del suo programma può imporre al Parlamento l’approvazione definitiva entro 70 giorni. Questo vuol dire proibire al Parlamento di discutere e togliere alle opposizioni qualsiasi potere di interdizione. In pratica sarà il governo – cioè la falsa maggioranza – a dettare l’agenda parlamentare.

      Riguardo la minaccia di un governo tecnico ricordo che qualsiasi governo per potersi insediare necessita della fiducia del Parlamento, dove una maggioranza c’è già e potrebbe continuare anche con un altro premier. In ogni caso non sarebbe Renzi a decidere ma il presidente della Repubblica. Il premier non ha questo potere.

      Renzi se decidesse di andarsene certamente non potrebbe portarsi dietro i parlamentari al governo.

      Come ho scritto qui, abbiamo tutto il diritto di esprimere il nostro voto consapevolmente e liberi da ricatti.

      https://caveasinus.wordpress.com/2016/11/28/senza-paura/

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  6. 1. Le riforme nella parte in cui riguardano il senato e la produzione legislativa (poi c’è il tema importantissimo della correzione sul titolo V su cui si è detto d’accordo persino Zagrebelsky) non servono a fare più leggi, ma meno leggi.
    Migliori., grazie a due meccanismi

    a) Voto a data certa che sostituisce la fiducia e i decreti
    b) Senato solo consultivo a eccezione di poche (22 materie secondo Settis ) materie . Materie che costituiscono il 5% dell’attuale produzione legislativa. La possibilità di proporre correttivi su qualunque legge c’è per estendere l’operazione di controllo su tutte le leggi.

    Le leggi sono migliori perchè col voto a data certa le leggi sono discusse e emendate. Fosse stata fatta così una legge sulle pensioni che è stata approvata in fretta e furia senza discussione qualcuno si sarebbe accorto probabilmente del fatto che c’era stato un errore sugli esodati.
    La fiducia toglie tutti gli emendamenti e la discussione, Se oggi un governo vuole legiferare in un sacco di casi è costretto a ricorrere, ove possibile. a questo strumento. Perchè non ce ne sono altri, col votoa data certa non sarà così .

    Secondo punto.
    E’ praticamente impossibile che un Senato che ha un ruolo solo consultivo su quasi tutto, peggiori le proposte della maggioranza, cosa che avviene sovente con l’attule sistema. Per le poche materie in cui resta bicamerale non cambia nulla e ciò può essere visto in positivo o in negativo. Ma dove ha un ruolo consultivo il Senato farà pesare il suo ruolo se sono stati fatti errori e le proposte sono migliorative. Perchè ?
    Perchè quelle proposte che sono peggiorative possono essere agevolmente bocciate passando alla proposta originaria.
    Se la Camera fa un errore il Senato ha 30 giorni per farlo notare , durante quel periodo l’opinione pubblica si interrogherà se è meglio la proposta originaria o quella modificata.
    Perchè si fanno troppe leggi ? Perchè sono frutto di compromessi che non accontentano nessuno , sono spessissimo peggiorate rispetto a come sono uscite, e ia discussione sul merito è di scarso livello.

    Se vogliamo dire che se passa la riforma ci sarà una legge simile all’italicum che toglie di mezzo i governi tecnici le leggi sono migliori per un altro motivo. Le faranno maggioranze coese, sono meno compromissorie. Se un governo politico vuole intervenire sulle pensioni deve prendersene le responsabilità la maggioranza che si è assunta quell’impegno. Se fa cose che non erano nel programma ne risponde. Se lo fa un tecnico può agire con l’accetta.
    L’argomentazione di Giorgia Meloni secondo cui la legge Fornero è stata approvata velocissimamante perchè erano tutti d’accordo è veritiera. Ma c’era anche lei d’accordo. Fosse stato un governo politico a farlo avrebbe agito con più delicatezza. Ah, cosa ha provocato la necessità sbandierata da Monti di fare le cose in fretta , necessità a cui si è piegata anche Giorgia Meloni ? L’immobilismo e l’instabilità precedente. Non è che sia la panacea l’instabilita

    L’America non ha un meccanismo di bicameralismo perfetto uguale al nostro: Onida e D’Alema hanno detto che invece di fare questa riforma si poteva prendere il sistema americano e copiarlo
    Il nostro sistema prevede una discussione potenzialmente infinita , quello americano no.
    Poi è vero che se la discussione si tronca le leggi si approvano prima, ma mi pare si dica che non è democratico. Si dimentica di dire però che non sono democratici gli ostruzionismi infiniti , che in America e in tutti gli altri paesi non sono consentiti , che questi tolgono spazio ai miglioramenti delle stesse opposizioni,

    La problematicità comunque c’è per le leggi dove non si mette la fiducia. Per esempio la Consulta ha detto essere inopportuno metterla sulle leggi penali, ci piace che se il Senato cambia le virgole non siano mai approvate ? Ci piace che , prendendo più voti Grillo, una legge anticorruzione non si possa fare perchè Brunetta presenta un numero di emendamenti superiore a quelli discutibili in una legislatura ?
    O sono sufficienti 70 giorni per discutere di merito ?

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  7. @Caveasinus

    ( Intanto grazie per la discussione e poi scusa per avere ripetuto un commento che dice più o meno le stesse cose, pensavo che questo non fosse passato)

    Il governo non sostiene che tutte le leggi sono approvate velocissimemente
    Alcune, precisamente quelle per cui non si mette la fiducia , richiedono un sacco di tempo! Non si può negarlo.
    Oppure si può anche dire così.. Si può all’inizio perdere tempo perchè il Parlamento mostra una disponibilità a discutere seriamente, quando ciò viene meno si tronca la discussione , con ciò buttando a mare il lavoro fatto

    La legge sulle unioni civili per esempio quando il parlamento si è detto disponibile a discuterla in maniera seria non hanno visto l’itervento del governo, e si sono persi due anni. Quando si sono presentati un sacco di emendamenti non si poteva fare altrimenti.

    Con la riforma vengono messi dei limiti ai decreti.
    E poi , se c’è quello strumento che toglie di mezzo gli ostruzionismi (ostruzionismi che oltretutto tolgono spazio a chi invece vuole seriamente migliorare la legge) , il futuro presidente della Repubblica non potrà non tenere conto del fatto che il governo ha uno strumento che non taglia la discussione, e potendo usare quello i nuovi governi saranno spinti a usare quello.. Che strumenti ha ? Rifiutarsi di firmare una legge per esempio. Se c’è il voto a data certa perchè si taglia la discussione ?

    E’ a mio avviso sbagliato sostenere che sia democratico che le opposizioni debbano avere potere di interdizione. Allora non c’è più differenza tra chi ha vinto e chi ha perso.

    Facciamo così. Dici che è giusto che si facciano leggi anticorruzione serie e anch’io lo ritengo.
    Queste possono prevedere per esempio il limitare la prescrizione e in certi casi toglierla.
    Si può condividere o meno, ma un partito vince le elezioni con quel programma.

    A quel punto ha senso che le opposizioni presentino un sacco di emendamenti per INTERDIRE quello che ha voluto la maggioranza ? Un numero di emendamenti per esempio superiore a quelli materialmente discutibili in una legislatura ?

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    1. @wilson

      Ogni discussione è ben accetta se pacata e argomentata. Grazie a lei.

      Le leggi di iniziativa parlamentare richiedono più tempo ma queste costituiscono una parte minima e irrilevante di tutte le leggi che Camera e Senato discutono e approvano, per questo l’accusa di lentezza è del tutto infondata.
      A me sembra che il governo abbia lamentato più volte scarsa velocità facendone un caposaldo della sua campagna a favore della riforma.

      Ecco i numeri di Openpolis: http://www.openpolis.it/dossier/premierato-allitaliana/

      Nel dettaglio la tipologia di leggi: https://caveasinus.files.wordpress.com/2016/10/iniziativadeiprovvedimenti.jpg

      Il ricorso al voto di fiducia sarà garantito anche con la riforma, con l’aggiunta del voto a data certa. Il Parlamento può rifiutarsi di votare la legge ma 70 giorni sono un tempo irrisorio per discutere e presentare emendamenti, che il governo può comunque respingere considerata la maggioranza assoluta dei seggi garantita dall’Italicum. E grazie a quella maggioranza e all’istituto del voto a data certa potrà facilmente farsi le leggi che vuole.

      Con il voto a data certa il governo sarà titolare permanente dell’agenda parlamentare perché, come recita il testo, i disegni di legge potranno essere iscritti “con priorità all’ordine del giorno”.

      In una democrazia non esistono vincitori e vinti, ma i diversi poteri, opportunamente separati e bilanciati. La differenza dev’esserci tra potere esecutivo e potere legislativo, in Italia rispettivamente rappresentati dal governo e dal Parlamento. Con la riforma i due poteri saranno espressione di una singola figura.

      Riporto l’esempio degli Stati Uniti, repubblica presidenziale per antonomasia. Il potere esecutivo è nelle mani del presidente mentre il Congresso (cioè il Parlamento) detiene quello legislativo. Presidente e Congresso sono eletti separatamente e le due camere entrambe a suffragio universale. Il sistema è di tipo bicamerale come quello italiano, cioè una legge dev’essere approvata alla stessa maniera sia dalla Camera dei rappresentanti che dal Senato.

      Il sistema degli Stati Uniti non garantisce la governabilità, quello che è successo con l’elezione di Trump (presidente e Congresso entrambi repubblicani) non è affatto una regola. Obama inizialmente ha avuto la maggioranza solo al Senato, poi persa anche lì. La sua presidenza è stata profondamente limitata dal Congresso.

      Usando il linguaggio del governo, negli Stati Uniti la sera delle elezioni si sa chi vince e sarà presidente ma non è detto che il presidente avrà la maggioranza al Congresso per poter governare e legiferare liberamente.

      Con la riforma, nonostante l’Italia sia una Repubblica parlamentare, non ci sarà più alcuna differenza tra potere esecutivo (governo) e potere legislativo (Parlamento).

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  8. 2

    Il tuo secondo motivo per votare no mi pare non di merito. Comunque sono convinto anch’io che si debba agire sull’evasione, MA come unico modo per intervenire su quelli che portano i soldi all’estero conosco quello che tempo fa ci suggeriva l’OCSE, e che hanno fatto paesi come l’America e la Germania, citati spessissimo per come combattono l’evasione meglio di noi.
    Stringere accordi coi paesi d’origine che eliminino la segretezza, così che chi non fa rientrare tutto pagando fino all’ultimo può ritrovarsi nei guai se ha commesso illeciti.
    Per chi si redime anche l’America ha tolto le conseguenze di natura penale e le sanzioni, l’importante è che paghi tutto fino all’ultimo centesimo.
    Condono ? Non mi pare che lo possa essere. Quando non combattevamo l’evasione così e invece garantivamo l’anonimato facendo pagare il 5% ci veniva detto che avremmo dovuto fare invece esattamente quello che stiamo facendo

    Sul jobs act si potrebbe aprire un altro capitolo, ma se gli italiani oltretutto sono più precari perchè aumentano matrimoni e mutui ? Siamo sicuri che prima le nuove assunzioni fossero stabilissime o piuttosto per paura si assumeva con contratti ultraprecari ?
    Mi ricordo prima che Renzi mettesse mano di uno studio dell’Ocse che diceva che nel nostro paese
    Quanto ai voucher, la cosa negativa è che di quello che fanno i tecnici non ci si ricorda mai. I voucher non li ha introdotti Renzi. Il Jobs Act non introduce alcun meccanismo che ne incentiva l’utilizzo, però toglie altri contratti precari ed è per questo che c’è stato un incremento di questi, ma anche dei posti a t.i
    L’unica cosa che Renzi ha fatto sui voucher è stato regolamentarne l’uso, prevenendone abusi.

    Comunque qui siamo fuori dal merito.
    La riforma non implica assolutamente che a vincere è Renzi , anzi mi risulta che sia Grillo il favorito.
    Dunque a chi Renzi non piace e vota no per questo , può ritrovarsi a ostacolare altre ricette di altri partiti che vinceranno le prossime eleziioni. Se per esempio Grillo vince senza il 51% di seggi e non ha pieni poteri non può eliminare la voluntary disclosure , o ripristinare il vecchio articolo 18 se ne ha l’intenzione .

    A proposito del governo tecnico: certo che non lo decide Renzi, ma io dico che con un sistema proporzionale, e anche se si votasse subito e rimanesse la legge col proporzionalismo, non avendo il 51% nessuna forza politica, il governo tecnico c’è nei fatti. Il PdR può decidere sulla base dei numeri che si presentano. Se si parla dell’immediato deve tenere conto delle volontà espresse dai partiti. Mi pare che la minoranza Pd e Berlusconi si siano espressi favorevolmente.

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    1. Sono partito dal ragionamento del governo, secondo il quale l’Italia non è al passo con i tempi a causa della Costituzione troppo vecchia e del bicameralismo paritario. Credo sia evidente che il gap con gli altri Paesi sta altrove, tra la corruzione e l’evasione fiscale, problemi non solo irrisolti ma anche legittimati attraverso condoni e scudi fiscali.
      Le riforme per far progredire l’Italia sono altre.

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  9. @Caveasinus

    Intanto io sono per il sI, ma non è detto che condivida il modo di Renzi presentare certi argomenti.
    Tutte le leggi sono velocizzate ? No. E se lui l’ha detto mi dissocio.

    Però chiedo una cosa,, cosa peggiora in buona sostanza ?
    Per l’enorme maggioranza di leggi “governative” non cambia nulla se si guarda solo alla riforma costituzionale e non alla legge elettorale che porta a maggioranza più coese ? Se dici questo sono d’accordo.
    Se il governo usasse la fiducia anche col nuovo sistema cambierebbe pochissimo.
    Solo che quelle leggi sarebbero discusse meglio se il governo le discutesse in 70 giorni dando la possibilità di emendarle. C’è uno strumento in più e non vedo perchè i governi non debbano essere spinti dall’opinionw pubblica, dalla stampa, dal PdR a usarlo. Quello strumento è meglio della fiducia ?
    Io dico che le leggi sono qualitativamente migliori , non che con le riforme le leggi che sono veloci oggi perchè non discusse diventando velocissime. La mancanza di discussione è un difetto.

    Guarda, non ho alcuna difficoltà a ammettere che per certe leggi il meccanismo più veloce può essere l’attuale.
    Perchè?
    Perchè affinchè le leggi siano approvate in maniera identica basta mettere la fiducia alla camera, la fiducia al Senato e il gioco è fatto.
    Non vedo quali garanzie in più porti il meccanismo bicamerale perfetto.
    Che siano molti o pochi è ininfluente, per questi casi col meccanismo attuale il Senato ha un ruolo di contenimento ? Le discussioni di qualità sono incentivate ? Ma no, piuttosto il fatto che le leggi debbano essere approvate identicamente assieme all’ostruzionismo doppio e alle maggioranze che possono essere più traballanti per esempio al Senato, spinge i governi a mettere la fiducia.

    Il bicameralismo perfetto però ha i suoi limiti per quanto riguarda le velocità dove il governo non tronca le discussioni, in certi casi è materialmente impedito , Lì le discussioni sono lunghissime. Lì i risultati non sono buoni, Lì c’è il blocco e in certi casi la paralisi.legislativa.
    Non credo sia negabile che ci sono casi in cui le leggi nemmeno arrivano e essere fatte in una legislatura e casi in cui le discussioni effettivamente le peggiorino.
    Contesto che discussioni lunghe siano necessariamente di qualità , che il Senato abbia questo ruolo migliorativo, mentre è bene che eserciti un controllo su tutte le leggi. Se lo rendo consultivo e gli tolgo il potere di veto ha senso che intervenga per migliorare, non per peggiorare. Ed è anche importante che le maggioranze siano coese, cosa che è garantita dalla legge elettorale. Lo vedresti bene Grillo con Alfano ? Io no !

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    1. Sul bicameralismo paritario posso essere d’accordo ma non condivido il pessimo modo con cui la riforma lo supera.

      Un Senato come quello sottoposto a referendum per me è pericoloso e insensato perché non può bilanciare il potere della Camera né far valere gli interessi delle autonomie locali considerato il forte accentramento delle competenze e dei poteri in mano allo Stato. In materia di grandi opere sarà il governo a decidere ex lege, Regioni e Comuni non saranno proprio interpellati. Se non fosse già troppo, con la clausola di supremazia lo Stato potrà legiferare anche su quelle poche materie ancora di competenza delle Regioni.
      Come potrà funzionare, poi, resta un mistero. https://caveasinus.files.wordpress.com/2016/09/dopolavoristi.jpg

      Può essere condivisibile anche l’intenzione di dare più stabilità al governo però non così, escludendo il Senato dal sistema fiduciario senza sostituirlo con altri contrappesi.

      La fiducia al governo sarà votata solo dalla Camera dove il governo ha una sua maggioranza assoluta, tra l’altro monocolore e composta da deputati in buona parte nominati.

      Una soluzione razionale per garantire governi duraturi sarebbe inserire il voto di sfiducia costruttivo, già presente in altri ordinamenti e che ha dimostrato la sua efficacia ad esempio in Germania.

      Invece per evitare il cosiddetto “rimpallo” basterebbe una conference committee simile a quella statunitense.

      Le alternative a questa riforma ci sono. Non capisco perché sia necessario indebolire il Parlamento, svuotare le Regioni della propria autonomia e rendere il Senato non elettivo.

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  10. 3

    A grandi linee i meccanismi sono tre.
    Riassumo : IDENTICO ALL’ATTUALE; PROPOSITIVO, PROPOSITIVO RAFFORZATO
    Alcuni ne contano dieci ,altri 8 altri 15. Però non dicono come si calcolano. .Io mettendo le leggi di bilancio assieme al PROPOSITIVO (perchè su quelle il senato può presentare solo proposte anche se i termini di presentazione sono ridotti a 15 gg invece che 30 gg ) ne conto al massimo 4 ridotti a tre.
    E spiego.

    Cosa dice l’articolo 70 , che tra l’altro nella formulazione della Boschi era più corto e più chiaro rispetto a quando è stato emendato dato che al Senato venivano dati meno poteri (il che dimostra che le discussioni prolungate non sempre danno risultati positivi ) ?

    Intanto diciamo che non è vero che il bicameralismo perfetto non viene superato, cioè che il quesito sia mistificatorio.. Bicameralismo perfetto significa identiche funzioni tra camera e senato.
    Per superarlo basta che non facciano le stesse cose su alcune materie
    Se un senato per esempio non dà più la fiducia, in quel paese non c’è un sistema bicamerale perfetto.
    La parola perfetto non è equivocabile.
    In Francia per esempio non c’è il bicameralismo perfetto.. Anche se il senato conserva molte funzioni.
    In Italia ne conserverà meno di quello francese.

    NOn ha minimamente senso dire che il bicameralismo perfetto resta per una certa percentuale. e che la riforma è un pasticcio o un imbroglio perchè per alcune leggi il bicameralismo resta perfetto.
    Perchè ? Perchè in tutti i paesi al mondo dove non c’è il bicameralismo perfetto e c’è una camera delle autonomie alcune materie, restano bicamerali ,questo non vuol dire che il bicameralismo perfetto lì non è superato.
    Per le leggi costituzionali è ovvio che debba essere così, ad esempio. Se si pretende il contrario vuol dire che si vogliono leggi costituzionali meno discusse. Ma allora non si teme alcuna deriva se si vuole che la COstituzione sia cambiata con più facilità. Tra parentesi, togliere del tutto il senato , come propongono alcuni amanti del bicameralismo e dei maggiori controlli porta dritti verso questa cosiddetta deriva.

    L’articolo 70 si occupa delle modalità con cui è superato il bicameralismo perfetto, dice quali materie restano bicamerali e quali no e spiega quali sono i tempi di discussione. e di blocco che ha il senato.
    Si può votare no perchè non piacciono, per carità. Vuol dire che si vota perchè non piace come è superato il bicameralismo perfetto , non che la riforma non lo supera.

    Per alcune leggi (22 secondo Settis, che è per il NO ) il procedimento è IDENTICO ALL’ATTUALE . 22 leggi sono poche rispetto a quelle di altri paesi. Dove non c’è ambiguità sulle materie viene espressamente indicato.
    Il nuovo Senato per esempio si occupèrà con modalità identiche a quelle attuali di leggi elettorali e di . Mica è equivocabile. Però dove ci può essere un minimo equivoco si scrive l’articolo esatto. Il procedimento bicamerale non c’è per le leggi di bilancio e i termini per presentare modifiche sono ristretti. Invece di legge di bilancio si scrive articolo 81 che è la stessa cosa.. Perchè è scritto così ? Perchè se indichi l’articolo non si vede come possano nascere conflitti. Ecco dunque che un difetto diventa un pregio. E’ facilissimo andare a vedere a cosa corrisponde ogni singolo articolo citato
    D’altro canto la costituzione originaria all’articolo 117 non è che sia meno dettagliata., Dove ci sono parole ambigue nascono i conflitti, dunque meglio indicare gli articoli anche se è poco attrattivo per chi legge.

    Si dice che 22 materie siano molte da parte di chi dice no.
    Assumiamolo. C’è una complicazione per queste materie ? NO. Se diciamo che per queste materie la modalità di discussione è identica vuol dire che per queste materie c’è la stessa complicazione attuale o , se si vuole, che ci sono le stesse garanzie attuali,
    Conflitti ? 22 materie sul totale, quelle che indicano gli articoli esatti non possono essere ambigui.Sono bicamerali quelli indicati nella prima parte dell’aticolo.Per quanto riguarda gli altri non sono riuscito a trovare un costituzionlista che abbia indicato un possibile motivo di ambiguiità.

    Orbene , per tutte le altre materie il Senato non ha le stesse identiche funzioni di adesso. Cambia il suo ruolo.

    Cosa succede per queste materie? Dà solo pareri.e le leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
    Non si vede la complicazione aggiuntiva
    Per 22 materie c’è la stessa complicazione attuale, per le altre materie è consultivo.
    Può intervenire su tutte le leggi (altrimenti non sarebbe più una camera di controllo) MA se lo richiede 1/3 dei componenti. Ovviamente il fatto che la camera possa agevolmente bocciare quel parere evita le perdite di tempo, cioè è presumibile che interverrà se la Camera si è resa conto di un errore e chiede al Senato di correggerlo. o se effettivamente ha da proporre modifiche migliorative.
    Si dice che oggi per un sacco di leggi non c’è la terza lettura, ma per tutte c’è la seconda. In futuro se entro 10 giorni il Senato non interviene la legge passa. Le leggi che non presentano problemi cioè sono monocamerali, non c’è motivo di ritardarle. Il controllo è bene che si eserciti su quelle problematiche.. Per quelle 30 giorni di tempo per presentare modifiche.che possono essere bocciate o respinte in blocco. Nessun potere di veto. Come dice Ainis, una suocera che può dare consigli non richiesti.
    Questa modalità la riassumo così: PROPOSITIVO.

    La terza modalità è la seguente. COme è noto viene introdotta la clausola di supremazia
    Non è per nulla una cosa anomala, esiste in tutti gli stati federali, piace anche a Zagrebelsky (che è per il NO per altre ragioni) . Per esempio c’è in Germania citata spessissimo. Il contrario di essa è l’anarchia, cioè una regione che per esempio mette un VETO e blocca il licenziamento dei furbetti del Cartellino o chiede che , anche se è stata commissariata, lo Stato non possa esercitare alcun controllo sui dirigenti sanitari quando portano i conti in dissesto . Questa volontà tra l’altro era stata attribuita a De Luca ,ma non è stato lui a mettere un veto.
    Ebbene,in cosa consiste questa modalità ? Quando il Parlamento prendendosene tutte le responsabilità dice che un provvedimento è nell’interesse della nazione il Senato può proporre a maggioranza assoluta modifiche a quel provvedimento. La Camera perchè si eserciti la clausola di supremazia deve approvare la proposta originaria non conformandosi , a maggioranza assoluta
    Questa modalità è simile al PROPOSITIVO, come si vede cambia solo la maggioranza necessaria, si potrebbe inserire nel propositivo e dire che le modalità di approvazione delle leggi sono a grandi linee due : IDENTICO ALL’ATTUALE (su 22 materie rispetto alle quali non c’è una complicazione e nemmeno una semplificazione, e PROPOSITIVO. Per tutto il resto. Lì non c’è l’obbligo di intervento, mentre oggi tutte le leggi sono per forza di cosa modificate dal senato o almeno passano da lì . Se il Senato non dice nulla entro 10 gg, e questa sarà la normalità, la legge è promulgata dopo 10 gg.
    Ecco la semplificazione..
    Nel caso in cui il Senato intervenga i tempi si allungano al massimo di 30 giorni e dopo questo tempo la camera dice si o no con maggioranze normali o assolute.
    Il senato potenzialmente può intervenire su tutto. Dunque è a tutti gli effetti una camera di controllo. Ovviamente se non ci sono aspetti problematici non lo farà perchè non ha potere di blocco.

    Alla fine quello che ci interessa è la qualità legislativa e il controllo esercitato. Come le leggi possano uscire peggiorate dopo l’intervento del Senato riformato non si capisce. Se la Camera non gradisce quell’intervento non lo approva. Però se la Camera fa cose problematiche per 30 giorni il paese si interrogherà sulla bontà di quelle modifiche. Servono 30 senatori per proporre una modifica,ed è bene che le modifiche siano sensate altrimenti è ridicolizzato chi le ha fatte.
    COme funziona attualmente ? Milioni di emendamenti tra cui ce ne sono nascosti che modificano la riforma al fine di peggiorarla, magari votati a voto segreto. I responsabili di modifiche peggiorative non si conoscono e le opposizioni peggiorano le proposte per potere poi dire: perchè l’avete fatta così ?

    In quanti lo sapevano che Barbara Lezzi presenta emendamenti per introdurre l’immunità per i senatori ?
    Altri nella minoranza PD dicono che il 70 è troppo lungo, ma lo hanno allungato loro.
    Oppure chi dice che ci volevano i presidenti di regione invece dei consiglieri per avere un senato più simil-tedesco piuttosto che simil-francese li ha tolti.

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    1. Gaetano Azzariti ne ha contati sette, Alessandro Pace ed Enzo Cheli ne hanno contati nove, secondo altri sono dieci i meccanismi introdotti. Il testo è talmente contorto che è controverso persino stabilire con esattezza quanti sono. Sicuramente non sono tre. A questi costituzionalisti non ha mai risposto nessuno, dal governo a Lippolis passando per Ceccanti.

      L’attuale sistema viene ovviamente superato ma in peggio. L’attuale bicameralismo sarebbe “superato” anche aggiungendo una virgola, questo non vuol dire che sarebbe per forza un superamento in meglio.

      I procedimenti sono: Bicameralismo paritario, monocamerale con eventuale intervento del Senato, monocamerale rinforzato, non paritario con esame obbligatorio per le leggi di bilancio, non paritario rafforzato, disegni di legge a data certa, conversione dei decreti legge, procedimento relativo ai disegni di legge sul bilancio, procedimento conseguente alla richiesta del Senato (ex art. 71, comma 2).

      Questi sono quelli che ricordo. Ognuno di questi meccanismi ha i propri tempi e le proprie procedure.

      Il problema, ripeto, non è il Senato delle autonomie, ma questo Senato delle autonomie previsto dalla riforma che è del tutto inutile e pericoloso. La clausola di supremazia non esiste in Germania, Repubblica federale. E a me non risulta che Zagrebelsky si sia espresso a favore di questo istituto, ma anche se fosse non cambierebbe nulla.

      La Camera può respingere il parere del Senato a maggioranza assoluta, quella maggioranza assoluta monocolore garantita al governo dall’Italicum. Cioè il partito al governo ha sempre l’ultima parola perché può infischiarsene di tutto e di tutti. Ecco perché questo “Senato dell’autonomie” è del tutto inutile e pericoloso.

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  11. Ah, ecco. Allora siamo d’accordo nelle linee generali. Perchè anche con l’attuale costituzione per esempio c’è la conversione dei decreti legge.
    Io mi riferivo al fatto che si dice che questi procedimenti siano introdotti dall’articolo 70. Mi sono
    sforzato di analizzarlo punto per punto, e ne ho individuato quattro di procedimenti che si possono ridurre a tre o a due nella sostanza, perchè il fatto che cambiano certi tempi da 30 a 15 gg, non è sostanziale. Non lo è nemmeno il fatto che mi ero dimenticato, che sul bilancio è obbligatorio l’esame del senato
    Il punto è se sia equivocabile per esempio il termine : disegni di legge di cul all’articolo 81. E’ chiaro! E’ la legge di bilancio, non ci può essere un parere diverso tra presidente della Camera e presidente del Senato
    Cosa accade per questa legge ? Accade che passa all’esame del senato che può modificarla in un tempo di 15 gliorni. La camera può accettare le modifiche o meno.
    Ora si può dire benissimo che si preferisce che il Senato possa mettere veti anche lì o che si vogliono tempi maggiori, ma non ha senso che lo si dica assieme alla considerazione secondo cui il Senato blocca.
    Si può preferire maggiore uniformità prevedendo che invece di 15 gg i giorni siano trenta, come per le altre leggi in cui il senato ha ruolo propositivo
    Il punto è che è normale se si vuole superare bene il bicameralismo perfetto che un Senato delle Autonomie non metta bocca sul bilancio, per alcuni non è così , e si è trovato questo compromesso.parlamentare, diversi tempi. E’ tanto tragico? Porta a tempi enormemente dilatati? No, 15 giorni massimo per una legge che si fa una volta all’anno
    Io non ho capito se la riforma è pericolosa perchè la camera ha un potere spropositato rispetto al Senato, come dicono alcuni, o se c’è questo potere di blocco.

    Il voto a data certa, dici. Benissimo, ma non è una cosa che c’entra col nuovo senato o con l’articolo 70. Si sarebbe potuto fare a prescindere, e serve a avere leggi più discusse dal Parlamento. Questo è un punto fondamentale e una delle cose più significative della riforma. Si, è introdotto quel meccanismo in più per evitare gli abusi della fiducia. Mi pare che leggi pessime come quella Fornero siano state approvate così. E che alcuni di quelli che se ne lamentano siano tra quelli che le hanno votate. Il voto a data certa è un meccanismo legislativo in più, a mio avviso semplicativo, e che rende molto più partecipe il Parlamento, ma non c’entra col nuovo Senato. Renzi sta facendo una campagna di pancia parlando di costi ma diversi costituzionalisti del SI insistono su questo punto e sulla migliore qualità delle leggi che si produrrebbe,.
    Si dice che sia poco democratico, e io rispondo così : in quale paese democratico al mondo non c’è un limite alla discussione ?
    Le leggi sarebbero di migliore qualità perchè è praticamente impossibile per un senato quasi sempre (tranne che su 22 materie secondo Settis ) solo consultivo peggiorarle, Per quelle 22 materie resta com’è , nel bene o nel male. Ma sono il 5% dell’attuale produzione legislativa.
    Nessuno vuole che le leggi che oggi sono approvate in 15 gg col meccanismo della doppia fiducia o meno siano approvate in
    Ma un tempo per le unioni civili di 10 anni pare esagerato, e il blocco si è superato dopo due anni con la fiducia. Anche un tempo di due anni per le unioni civili è esagerato, avendo Bersani nel suo programma unioni alla tedesca , con la stepchild adopition , e altre forze che hanno votato contro essendosi dette assolutamente favorevoli alla completa equiparazione, prima che Grillo si mostrasse dubbioso sulla stepchild

    Questi costituzionalisti che citi hanno provato a confrontarsi con altri sul 70 ?
    Hanno indicato specificatamente dove possono nascere i conflitti ?
    Non lo so, vedo che c’è da parte di alcuni la completa chiusura, che si manifesta quando si dice che non si possono avere idee diverse. La riforma è pericolosa e basta, ho sentito diversi costituzionalisti dire che se ti piace la riforma sei un costituzionalista di minor valore.
    Poi vedo anche diversi cambi di idea , legittimi per carità,
    Per esempio Onida da saggio diceva che per avere un senato rappresentativo dei territori e non dei partiti non deve assolutamente eletto direttamente, ma indirettamente. La cosa buffa è che l’articolo sull’elettività lascia aperte entrambe le possibilità e che si farà una elezione sostanzialmente diretta coi consiglieri regionali che ratificano quello che può essere inteso come un voto sui partiti (a mio avviso peggiorando leggermente il risultato) proprio per seguire le ultime mode.
    Perchè sia più sensata l’elezione indiretta per una camera delle Autonomie è spiegato qui,

    http://legislature.camera.it/_dati/costituente/lavori/Commissione/sed023/sed023nc.pdf

    Riguardo all’articolo 71 comma due, qui siamo al paradosso.
    Perchè è vero che si modifica un meccanismo ulteriore di iniziativa che mi ero dimenticato. Non legato al nuovo senato. Quale è ? Le leggi popolari che si prevede in costituzione debbano essere obbligatoriamente discusse. E non è una promessa che può essere disattesa o un fatto poco significativo. La Costituzione è la legge a cui tutte le leggi ordinarie devono essere ispirate, e a anche i regolamenti parlamentari. Mettere in Costituzione quella cosa significa oltretuttto rendere quel principio difficilmente modificabile.dai governi
    La CGIL , non JP Morgan ha chiesto da tempo di alzare le firme a 150 mila perchè la popolazione è aumentata , ma anche di inserire in costituzione l’obbligo.di discussione delle leggi popolari.
    Ora, è cambiata una modalità di partecipazione e si critica perchè si introduce un elemento che rallenta ? Un nuovo procedimento ? Vero , c’è un rallentamento e un limite all’azione del governo, ma c’è più partecipazone dei cittadini se si raccolgono delle firme.

    Ancora una volta guardiamo alla Costituzione materiale. Quante leggi popolari sono state discusse e approvate in assenza di quell’obbligo inserito in costituzione ? Discusse meno di dieci, approvate ZERO. Dunque cosa toglie e cosa dà la riforma sulle leggi popolari ?

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    1. Non siamo d’accordo sulle linee generali ma sulle intenzioni, che è diverso. “Superamento del bicameralismo paritario” ok, ma come? “Revisione del titolo V” ok, ma come? In che modo avviene il cambiamento?

      Gli attuali iter parlamentari sono due: due passaggi identici tra Camera e Senato per le leggi ordinarie, quattro passaggi identici tra Camera e Senato per le leggi di revisione costituzionale. Volendo essere pignoli ne va aggiunto un terzo, quello sulla conversione dei decreti legge.

      La riforma prende questi semplici iter parlamentari e li moltiplica fino a dieci diversi meccanismi.

      Alla base di ogni democrazia c’è il principio di separazione dei poteri: il controllore non può essere anche il controllato. In un messaggio precedente non a caso ho fatto l’esempio degli Stati Uniti perché persino in una Repubblica presidenziale i due poteri, esecutivo e legislativo, sono divisi in maniera netta e rigida, ognuno indipendente dall’altro e non soggetto ad influenze.

      Con la riforma più l’Italicum non sarà più così: il governo – cioè il potere esecutivo – sarà direttamente eletto con annessa maggioranza assoluta (composta da un unico partito, tra l’altro) di cui il premier potrà disporre liberamente per legiferare ed eleggere gli organi di garanzia mentre tale compito dovrebbe spettare in maniera esclusiva al Parlamento. Sulla scheda elettorale sarà presente un’altra voce, “il capo della forza politica”. Questo vuol dire che, sempre in maniera viscida e surrettizia, sarà introdotta l’elezione diretta del presidente del consiglio. Raniero La Valle spiega bene il trucchetto: “La Costituzione prevede che il popolo non elegga direttamente il presidente del Consiglio, ma che questo sia nominato dal presidente della Repubblica; invece secondo la legge elettorale connessa alla riforma costituzionale ‘il capo della forza politica’ che vince le elezioni e ottiene il premio di governabilità è automaticamente, la sera stessa, acclamato come presidente del Consiglio, anche se il presidente della Repubblica che secondo la Costituzione lo dovrebbe nominare, sta dormendo”.

      Non mi venissero a dire che l’Italicum sarà cambiato grazie all’accordo firmato da Cuperlo perché il premio di maggioranza non è in discussione e oltretutto Cuperlo non rappresenta la minoranza del Pd, schierata per il No.

      Per capire quanto la riforma sia pericolosa basta leggere l’articolo 64: lo statuto delle opposizioni sarà approvato a maggioranza assoluta, quella eletta con l’Italicum. Sarà quindi il governo a decidere cosa possono o non possono fare le opposizioni.

      All’articolo 64 si aggiunge l’articolo 94: la fiducia al governo sarà concessa o revocata solo dalla Camera dei deputati, dove il governo ha una sua maggioranza assoluta composta, tra l’altro, da deputati in buona parte nominati grazie ai capilista bloccati e le multicandidature.

      A questi due, come ho scritto in precedenza, si aggiunge pure il comma 7 dell’articolo 72: l’istituto del voto a data certa, che non serve assolutamente ad alimentare le discussioni in Parlamento visto il contingentamento dei tempi e l’iscrizione all’ordine del giorno di qualsiasi decreto legge voluto arbitrariamente dal governo, cioè la minoranza trasformata in maggioranza assoluta dall’Italicum.

      Il governo per ogni legge potrà comunque chiedere la fiducia, a questo strumento se ne aggiunge un altro – l’istituto del voto a data certa – che gli consente di strozzare ulteriormente il dibattito in Parlamento.

      Il voto a data certa non migliora la situazione anzi il governo avrà uno strumento in più per prevalere sul Parlamento.

      I costituzionalisti che ho citato hanno riportato critiche nel merito alle quali nessuno ha mai fatto seguito.

      I conflitti di attribuzione nasceranno sulle diverse materie elencate e demandate dall’articolo 70 e sulle “disposizioni generali e comuni” previste dal nuovo titolo V. A tal proposito hanno rilevato criticità sia Valerio Onida che Cesare Mirabelli.

      Inoltre, nessuno spiega come potrà funzionare il Senato. https://caveasinus.files.wordpress.com/2016/09/dopolavoristi.jpg

      Potrò sembrare forse troppo diretto ma dire che i costituzionalisti che oggi sostengono il No sono contrari a prescindere una delle falsità più grandi raccontate dal governo.

      Azzariti, Falcone, Pace, Villone e Carlassare – quelli che io ricordo – hanno proposto modifiche in Commissione ma sono stati tutti ignorati. Alcuni di loro hanno addirittura proposto l’abolizione tout court del Senato, ovviamente bilanciandola con i dovuti contrappesi.

      Questa riforma accentra in maniera eccessiva i poteri nelle mani dello Stato, toglie al Senato qualsiasi potere di controllo e bilanciamento e lo trasforma in una camera delle autonomie che in alcun modo può far valere gli interessi delle autonomie.

      Il comma 6 dell’articolo 57 (che a sua volta rimanda ad una legge ancora da scrivere) non apre all’elezione diretta dei senatori perché è subordinato al secondo comma, che recita: “i Consigli regionali […] eleggono […] i senatori tra i propri componenti”. Gli unici detentori del potere elettivo saranno i consigli regionali che in ultima istanza decideranno chi mandare a Roma.

      Per informazioni più dettagliate:
      http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/11/30/chi-sceglie-i-senatori-se-vince-il-si/
      http://www.possibile.com/facciamo-chiarezza-elegge-senatori-consigli-regionali/
      http://ilmanifesto.info/la-scelta-impossibile-dei-senatori/
      http://www.possibile.com/senatori-eletti-non-eletti-la-riforma-costituzionale-cangiante/

      L’Assemblea costituente ha approvato a larga maggioranza una Costituzione che prevede il suffragio universale e diretto di entrambe le Camere. La riforma abrogando l’articolo 58 eliminerà il suffragio universale e diretto del Senato.

      Non mi risulta che la Cgil sia a favore dell’aumento delle firme (da 50 mila a 150 mila) ma anche in questo caso, se cosi fosse, non cambierebbe nulla.

      La “discussione in tempi certi” è del tutto strumentale e non giustifica l’aumento. Inoltre i “tempi certi” non li conosce nessuno perché sono rimandati ad una legge da scrivere in futuro.

      Per di più, anche se la legge arrivasse in Parlamento, potrà essere regolarmente bocciata dal governo. In altri ordinamenti, se il Parlamento rigetta o stravolge una legge popolare, i cittadini possono approvarla per via referendaria, ma questo la “riforma” si guarda bene dal prevederlo.

      Per le leggi popolari la riforma aumenta gli ostacoli anziché ridurli.

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  12. Ho fatto una ricerca or ora.
    Qui un articolo sui procedimenti introdotti dall’articolo 70

    http://www.forumcostituzionale.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/ceccanti.pdf

    Si è mai cercato un confronto ? Se la risposta è no mi pare abbia poco senso dire che Ceccanti “non risponde”.
    Tra i confronti che mi ricordo mi pare ci siano quelli all’atto della discussione della riforma dove sono stati invitati costituzionalisti del No e del SI, alcuni dei primi (Rodotà e Zagrebelsky) hanno deciso di non andare.
    Pure Ceccanti ne trova 4 di procedimenti introdotti dal 70, riducibili a due, perchè se si vuole il modo propositivo può esserlo con tre modalità.

    Un caso pratico di conflitto che si può innescare non l’ho visto esplicitato in dibattiti (e ho ascoltato molto le ragioni del NO per capire).
    Mi pare che i procedimenti legislativi dovuti al nuovo Senato siano formalmente 4 , hai ragione quando dici che quelli dovuti al complesso della riforma sono di più , essendosi introdotti referendum propositivi, l’obbligo di discussione delle leggi popolari, e le leggi a data certa..

    Ebbene, 3 si riferiscono alla natura propositiva e consultiva del nuovo organo. CI sono maggioranze diverse e tempi diversi (di poco), ma un procedimento è impossibile confondelo con l’altro.
    Un disegno di legge che riguarda le leggi di bilancio va al senato con certe modalità e il senato può solo proporre modifiche. Però è indubbio che nessun presidente della camera può confondere una legge di bilancio con altre leggi. Lo stesso per le leggi in cui il parlamento si avvale della clausola di supremazia (della logicità di questo istituto dirò dopo: se si dice che è illogico ad esempio si arriva al punto di dire che era illogica la Costituzione originaria CHE LO PREVEDEVA prima della riforma del 2001) . Se ci si avvale di quella clausola è comunque chiaro, e c’è la modalità “propositiva rafforzata”
    Se non si rientra nei 22 casi in cui il bicameralismo rimane identico c’è il sistema dei 30 gg con il non obbligo per il senato di esame e proposizione di un nuovo testo (se non arriva questa proposta come presumibilmente accadrà nella maggioranza dei casi il ritardo ove il senato non trovi problemi nella legge è di 10 giorni).
    I 22 casi in cui le cose rimangono identiche sono non chiari ? Un esempio specifico mi manca.
    Si lamenta che in alcuni casi sono indicati gli articoli di legge, anzi. Ma è per evitare interpretazioni duplici.

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    1. Non mi risulta neppure che Rodotà e Zagrebelsky abbiano rifiutato un confronto, anzi il ministro Boschi non ha mai dato seguito agli inviti di Zagrebelsky e Urbinati. Comunque non cambierebbe nulla rispetto a quanto affermato nel merito della riforma.

      Il conteggio fatto da Ceccanti è parziale perché limitato al solo articolo 70 senza tenere conto dei meccanismi previsti dagli articoli 71, 72 e 73 e 77. Francamente stupisce che un professore di diritto costituzionale faccia delle analisi così grossolane.

      Ritengo sbagliato anche il presupposto di Ceccanti “una zona residua di garanzia dell’ordinamento (negli Stati decentrati anche del rapporto centro-periferia) che resti eventualmente a competenza legislativa paritaria”. La clausola di supremazia, come ho argomentato, lascia in ultima istanza ogni decisione alla Camera che può respingere il parere del Senato a maggioranza assoluta, quella garantita al governo dall’Italicum.

      Un altro errore è dare per scontato che il Senato non farà ostruzionismo (in ogni caso ininfluente sulla votazione finale). La riforma prevede in totale più di 3 meccanismi, quindi bisogna giudicarla nel complesso.

      Un conflitto tra Camera e Senato può scaturire ad esempio sulle leggi di stabilità e sui provvedimenti “mille proroghe” che tipicamente coinvolgono più materie. Cosa si fa se i presidenti di Camera e Senato non giungono ad un accordo sulle questioni di competenza o sull’iter da seguire? Nella riforma non è scritto. Verosimilmente verrà rimesso tutto nelle mani della Corte costituzionale.

      Altro esempio sulla procedura inerente la clausola di supremazia. Riporto un approfondimento del quotidiano Altalex :”In realtà, non è per nulla chiaro se questo termine di dieci giorni si riferisca alla richiesta d’esame (come nel comma 3) oppure alla deliberazione delle proposte di modifica (come appare preferibile ritenere, mancando altrimenti, in questo caso, un termine finale per proporre le modifiche; salvo a ritenersi che esso sia quello di trenta giorni già dettato nel comma 3. Ma se i termini del comma 4 fossero gli stessi del comma 3, non avrebbe avuto senso ripeterne solo uno dei due: o entrambi o nessuno)”.

      Torno a ripetere: per la clausola di supremazia (attivabile dal governo) il Senato può dare un parere che in alcun modo costituisce un vincolo per la Camera considerato che il partito al governo può respingere ogni modifica con la semplice maggioranza assoluta concessa dall’Italicum.

      La riforma sul piano procedurale non produce alcuna semplificazione perché l’attuale iter legis è chiaro e semplice.

      L’unica “semplificazione” avverrà dal punto di vista decisionale perché un partito minoritario al governo potrà imporre a tutto Paese il suo volere.

      Negli Stati Uniti esiste una divisione netta e rigida tra i diversi poteri e la legge elettorale per il Congresso (cioè il Parlamento) non prevede furbate e raggiri come il Porcellum ieri e il figliastro Italicum oggi che trasformano una minoranza in maggioranza e ai quali il premier può ricorrere per nominarsi i deputati.
      Trump è presidente ma non può influenzare il Congresso (eletto a suffragio universale e separatamente da lui) che è l’unico è solo a detenere il potere legislativo, esercitato in regime paritario. Tra due anni Camera e Senato andranno rinnovate e potrà perdere la maggioranza.

      È successo ad Obama e potrà succedere a lui.

      Se gli Stati Uniti sono definiti una “grande democrazia” non è certo per la “democrazia esportata” in altri Paesi ma per il loro sistema di suddivisione e bilanciamento dei poteri nonché per la partecipazione attiva degli elettori alla vita politica.

      Con la riforma invece saranno eletti in blocco sia il potere esecutivo che quello legislativo, cosa che, per ovvi motivi di tenuta democratica del sistema, non succede neppure nelle Repubbliche presidenziali come gli Stati Uniti.

      E quale sarà il contrappeso? Nessuno. Il premier potrà legiferare con una sua solida maggioranza monocolore nell’unica Camera titolare del rapporto di fiducia, gli organi di garanzia saranno inevitabilmente espressione di quella falsa maggioranza monocolore, il Senato sarà ridotto ad un camerino senza alcun peso e le opposizioni avranno margine di manovra solo se sarà il governo a concederglielo con uno statuto da approvare alla Camera e con la semplice maggioranza assoluta che ha.

      Considerato che il cambiamento è in peggio, voto No.

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